Il SORBETTO AL LIMONE dei fratelli De Angelis

Esiste un solo prodotto in grado di coniugare la freschezza e tanta, tantissima vitamina C, il SORBETTO AL LIMONE.

Come prepararlo?

Paradossalmente dobbiamo partire dal caldo poiché dobbiamo fare bollire 0,5 litri di acqua con 350 grammi di zucchero per 10 minuti circa.

A questo punto dobbiamo attendere che si raffredda l’acqua zuccherata.

Nel frattempo spremiamo tanti limoni, tanto da ottenere 250 grammi di succo circa.

Quando si è raffreddata l’acqua, uniamola col succo di limone.

Nel frattempo prendete la parte bianca di un uovo e sbattetela con una forchetta o un frullino fino a farla diventare soffice come una neve.

Ora unite l’acqua, il succo di limone, l’uovo a neve e mettete tutto il composto nel congelatore per 4 o 5 ore circa.

Quando il composto diventa ghiaccio togliamolo e dividiamo in tanti pezzettini.

Prendiamo i pezzettini e frulliamoli.

Ora prendiamo il tutto e rimettiamolo nel congelatore.

Quando vogliamo rinfrescarci con un prodotto naturale che fa tanto bene, prendiamo il nostro sorbetto al limone e degustiamolo lentamente..

Buona freschezza a tutti da

fratelli De Angelis, tutto un altro sapore.

Accompagnate LA CREMA DI PISELLI CON SPUMA DI CAPRINO AL TIMO E CROSTINI DORATI con …

Dopo aver preparato la straordinaria CREMA DI PISELLI CON SPUMA DI CAPRINO AL TIMO E CROSTINI DORATI, proposta dal grande chef Angelo Motolese, occorre degustarla con un vino di adeguata “altezza” proposto, naturalmente, dai fratelli De Angelis.

In primis, secondo il sommelier Angelo De Angelis, il vino della nostra enoteca che meglio si abbina a questo piatto è IL SELVA, un “Locorotondo doc” proposto dalla cantina Albea di Alberobello.

Perché?

Qualsiasi abbinamento deve tener presente che il sapore del vino non deve mai coprire il sapore del piatto e viceversa, il sapore del piatto non deve sovrastare il sapore del vino.

Si deve sempre partire dal piatto per abbinarlo al meglio con un vino, la componente principale della nostra ricetta sono i piselli, un legume dal sapore delicato tendenzialmente dolce. Questo significa che il vino non deve avere una struttura forte (questo ci permette di escludere i vini corposi rossi, si pensi al nostro primitivo o al negroamaro) viceversa, il vino deve avere una buona acidità e deve essere un vino fresco. La freschezza di un vino la si riconosce quando lo stesso produce nella nostra bocca un elevato livello di salivazione. Per ottenere questo risultato abbiamo bisogno di un vino bianco.

L’altro ingrediente che da sapore al nostro piatto è sicuramente la spuma di caprino. Questo formaggio, composto prevalentemente da latte di capra, apporta un po’ di grassezza al piatto e una persistenza del gusto. La grassezza viene abbinata con un vino dotato di un buon livello di sapidità, questo conferma, ancora una volta, la correttezza nell’abbinamento con il nostro “Locorotondo doc”. Nella scelta del vino bianco dobbiamo tener conto, anche, della persistenza del gusto del formaggio, questo ci induce a scegliere un vino con una buona persistenza aromatica. La persistenza aromatica a IL SELVA viene dato dalla presenza di Fiano Minutolo, vitigno semiaromatico.

Inoltre, la presenza di Verdeca conferisce al Locorotondo doc la freschezza e il Bianco d’Alessano una discreta morbidezza.

Infine, bisogna ricordare che gli altri ingredienti concorrono, in minima parte, a rendere il piatto succulento e un po’ untuoso (presenza di olio, di burro e di pepe), è per questo richiede una discreta gradazione alcoolica del nostro vino bianco (12,5 gradi).

Servite il vino ad un temperatura non superiore a 11° C (tenere in frigo prima di servirlo a tavola).

Buona degustazione da fratelli De Angelis, tutto un altro sapore

Mamma Maria vi insegna a preparare le CIAMBELLINE DI PATATE

Voglia di dolcezza?

I Fratelli De Angelis vi consigliano tutta la bontà delle ciambelline di patate.

Come si preparano?

Semplice, prendete una pentola e riempitela d’acqua e immergere un chilogrammo di patate zuccherine (la tipologia di patata più dolce, chiedete pure al vostro ortolano di fiducia qual è) e portate il tutto in ebollizione.

Volete sapere un consiglio della tradizione? Provate a infilare i denti di una forchetta dentro la patata; se, con facilità, raggiungerete il cuore della patata, allora la stessa avrà raggiunto il punto di cottura ideale.

Raggiunta la cottura giusta, recuperate le patate con un mestolo e immergete, questa volta, le patate nell’acqua fredda (per evitare di ustionarvi), successivamente sbucciate e schiacciate le patate con lo schiacciapatate.

Nel frattempo, dovete far sciogliere in un bicchiere d’acqua tiepida un cubetto di lievito di birra (25 grammi) che permetterà una crescita naturale dell’impasto.

A questo punto, unite la massa di patate con il lievito sciolto in acqua tiepida, con mezzo chilo di farina tipo 00 (doppio zero) poiché è quella più leggera è per questo più adatta per i dolci, con il contenuto di 3 uova e un cucchiaio di sale.

Impastare il tutto aggiungendo, a preferenza, o 100 grammi di olio di oliva (o extravergine) o di burro.

Come scegliere tra l’olio di oliva (o extravergine) o il burro? Se preferite un prodotto più naturale ma più corposo, vi consigliamo l’olio di oliva (o extravergine), se viceversa preferite un prodotto meno naturale ma più soffice vi consigliamo il burro.

Impastate con le mani il tutto fino a raggiungere una pasta omogenea (circa 20 minuti).

Un altro consiglio della tradizione? Per evitare di far attaccare l’impasto con il tavolo di lavoro, prima di impastare, cospargete con un po’ di farina sul tavolo.

Ultimate l’impasto formando un “panetto” e dividetelo in tanti piccoli pezzi. Divertitevi facendo roteare l’impasto con le mani fino a formare tanti piccoli bastoncini. Successivamente, unite le estremità in modo da avere l’effetto di un cerchio (ciambellina o tarallino).

Adesso, bisognerà attendere un po’ di tempo (5 ore circa) affinché il lievito faccia la “magia”, far crescere l’impasto.

Dopo la crescita, prendete una padella larga con bordo alto e mettete dentro un litro e mezzo di olio o comunque tanto olio da permettere alle ciambelline di poter galleggiare. Portate ad alta temperatura l’olio e mettete a friggere il numero di ciambelline che la vostra padella è in grado di contenere.

Attendete che le ciambelline siano dorate (5 minuti circa), girandole volta per volta, e recuperatele dall’olio bollente con un mestolo. Disponete le ciambelline bollenti in un vassoio nel quale avete in precedenza disposto della carta assorbente. Questo permetterà alla carta di assorbire l’olio in eccesso presente sulle ciambelline.

Infine, cospargete sulle ciambelline lo zucchero a velo e gustatele calde.

Buon appetito da Mamma Maria, la mamma di

Fratelli De Angelis, tutto un altro sapore.